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pag.227

I fianchi della valle, specialmente nella zona orientale (A giallo) sono ripidi (veda le sezioni 1, 2 e 3) e non vedo cosa si possa fare per fermare un movimento del genere. Ho invece una maggiore tranquillità per la zona occidentale (B giallo) la quale ha già una parte che forma piede; potrà bensì cadere ma, penso, abbastanza lentamente.

Stiamo poi rivedendo la posizione del paese di Erto il quale nel suo complesso è posato su roccia in posto (Flysch); in qualche punto però alcune case giacciono su una coltre alluvionale la quale potrebbe essere insidiata dal serbatoio alle quote più alte. Non le nascondo che il problema di queste frane mi sta preoccupando da mesi: le cose sono probabilmente più grandi di noi e non ci sono provvedimenti pratici adeguati, a meno di pensare di far cadere buona parte del materiale addirittura, con grandi mine, come proporrebbe l’ingegner Sensidoni; ma è il caso di arrivare a tanto?

I professori Dal Piaz e Penta sono piuttosto ottimisti: tendono a non credere che avvenga uno scivolamento in grande massa e sperano (anch’io lo spero!) che la parte mossa si sieda su se stessa. Sono però entrambi d’accordo su ogni provvedimento di sicurezza, primo fra tutti la galleria “by-pass”.

Credo di averle esposto la situazione nei suoi elementi essenziali.

Mi spiace di dare anche a lei questa seccatura, ma il raccontarle le cose mi dà la sensazione di alleggerirmi di una parte almeno dei miei pensieri; voglia perdonarmi. Dopo tanti lavori fortunati e tante costruzioni, anche imponenti, mi trovo veramente di fronte ad una cosa che per le sue dimensioni mi sembra sfuggire dalle nostre mani. Intanto la diga è finita; per quanto riguarda il bullonaggio nella parte alta stiamo lavorando e l’opera verrà completata nell’estate. Per quanto riguarda invece la parte bassa, dove dovrebbe essere messo in opera il famoso puntone, stiamo studiando i dati del nuovo grande modello di Bergamo, nel quale abbiamo ricostruite le caratteristiche essenziali di stratificazione, diaclasi, ecc. delle sue spalle, realizzate addirittura con delle pile di blocchi romboidali.

Abbiamo avuto risultati interessanti e tranquillanti: notevoli deformazioni, ma nessuna tendenza a chiudersi della stretta a valle della diga, il che ci lascia perplessi sulla convenienza di spendere dei soldi per il puntone.

Io sono sempre convinto però - per un complesso di considerazioni anche intuitive – che un puntone sarebbe opportuno. Ma bisognerebbe vedere



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