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pag.215

La riunione dopo la frana del 4 novembre 1960. Edoardo Semenza: “Adesso si muove lentamente: una media di 5 mm al giorno, con momenti di assestamento totale. Allo stato attuale non siamo in grado di sapere se il movimento sarà graduale, oppure aumenterà improvvisamente la sua velocità”. Invece ai primi di novembre aveva superato i 3 cm al giorno, ma poi era rapidamente diminuita: ai primi di febbraio, quando Müller presentò il suo rapporto, era addirittura ferma, e in seguito quella velocità non è più stata raggiunta fino alla fine di settembre 1963. Questi fatti sono importanti, in rapporto alla possibilità di regolare la situazione, secondo i criteri proposti da Müller: se la cosa fosse stata così incerta come appare nel film, non ci sarebbe stata alcuna possibilità di regolazione.

“La nostra opinione è che proseguire nell’invaso significa comunque aumentare pericolosamente la velocità di caduta della frana. E lo slittamento diventerebbe incontrollato”. Proseguire è detto in senso assoluto, come è chiaro dal seguito, e non relativamente a quel momento. Inoltre, la parola “caduta” non sembra appropriata a uno scivolamento che aveva raggiunto al massimo la velocità di 3,5 cm al giorno. L’ultima frase è presa da una pagina dell’agenda di Biadene del 15 novembre 1960.

“Ormai il volume della frana è diventato troppo grande”: essendo una frana preistorica che si era rimessa in movimento, il volume, enorme, era sempre quello fin dall’inizio.

“Quando una massa di roccia di quelle proporzioni si mette in movimento, non si arresta più”. Perché attribuire a me una affermazione di Müller, stravolta (da Paolini) rispetto all’originale che diceva invece “non tornerebbe tanto presto all’arresto assoluto”? Evidentemente perché il regista ha deciso di “cancellarlo”, facendo fare a me anche la sua parte. Ma soprattutto, perché attribuirmi anche la frase “dovete abbandonare l’impresa”? Queste sono parole della relazione di minoranza dei parlamentari del PCI della Commissione parlamentare, attribuite erroneamente a Müller da Paolini e da altri prima di lui, perché in tale relazione si trovano come commento subito dopo la citazione delle frasi suddette (“Ciò conferma che la sola misura di sicurezza possibile era rappresentata dall’abbandono dell’impresa”); ma mai pronunciate né da Müller né da me. Invece “nessuno dei geologi (Penta, Müller e Edoardo Semenza)… ha mai consigliato



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