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♦ Il colloquio fra Sensidoni e Biadene durante la cena a Venezia: “Ho dimenticato al Vaiont tutti gli incartamenti”; “Ma di che si preoccupa… Domani le manderemo noi una relazione. Basterà che lei ci metta la firma sopra”.
Il fondamento di questa storia sta nella lettera dell’ingegnere Tonini, della SADE, a Sensidoni del 5 agosto 1959 (riportata da Passi 1968 a pag. 16): “In occasione del nostro ultimo incontro mi avevi accennato alla opportunità che io preparassi un riassunto sui calcoli analitici di verifica della diga del Vajont, riassunto che potesse servire di base per la relazione al Consiglio superiore. Questo riassunto, che avrei voluto portarti personalmente a Roma, qui allego. Non so se io sia entrato nello spirito della cosa, comunque al prossimo incontro mi dirai con tutta libertà come mi debbo regolare e come, se del caso, deve essere preparata la relazione stessa”.
Che Sensidoni avesse chiesto a Tonini una mano per la relazione, sembra probabile. Ma il rapporto fra i due, che erano stati compagni di studi, appare alquanto diverso da quello supposto: Tonini, avendo sviluppato quei calcoli complessi, offre una mano a Sensidoni per la stesura della relazione, se e nel modo in cui questi glielo chiede. Invece nel film il ministeriale appare succube di Biadene (che fa la parte di Tonini).
♦ Il ponte attraverso il lago. Con l’adozione del progetto del 1957, che portava il coronamento della diga a quota 722,50, il ponte o passerella sospesa pensato in precedenza risultava molto lungo, oltre 350 m, e nel 1958 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aveva autorizzato al suo posto la costruzione della strada attorno al lago, imponendo un contributo una tantum della SADE al Comune per un servizio di autobus al posto della passerella (v. Mandarino, pag. 20; Commissione Parlamentare di Inchiesta, pag. 68). Certo, questo non significa che le proteste fossero cessate, tuttavia la confusione dei tempi è grande, perché la decisione di non realizzare la passerella, del 1957-1958, viene rimandata a dopo la relazione di Edoardo Semenza, del 1959-1960, che per giunta fu consegnata prima che iniziassero i movimenti, e cinque mesi prima della comparsa della fessura.
