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A11. Errori e problemi nelle figure
È abbastanza strano che all’autrice, o a chi le ha inserite, siano sfuggiti nelle didascalie1 errori piuttosto evidenti a chi conosce la zona. Si è quindi tentati a pensare che non la conoscesse molto.
♦ “I pascoli sotto il monte Toc prima dell’ultimo invaso” (pag. 148/fig. 4). In realtà si tratta del fianco destro della valle visto da Est, con Erto e S. Martino.
♦ “Due immagini di Erto” (pag. 148/figg. 5 e 6). In realtà si tratta di Casso.
♦ La frana è estesa a quasi tutto il versante del Monte Toc. Alle pagine 154-157/figure 11-14, nei disegni del M. Toc e della vallata, la massa della frana è disegnata in modo spropositato, molto più grande del reale, in quanto è estesa a quasi tutto il versante settentrionale del Toc. Alla pagina 155/figura 12 la didascalia parla di 300.000.000 m³, mentre nel testo si usano cifre minori. Alle pagine 155-157/figure 12-14 si evidenzia la Pineda “sulla” frana del Toc, precisando che è distrutta: in realtà è al di fuori dell’area di frana, e le distruzioni dei fabbricati sono state causate dall’ondata, che l’ha colpita soltanto in parte.
♦ Longarone prima e dopo l’ondata. Alla pagina 151 le due figure presenti nell’ultima edizione mostrano Longarone prima (fig. 15) e dopo il disastro, ma la seconda mostra soltanto la parte distrutta, mentre quella che si è salvata si vede a pagina 153/figura 16. Nell’edizione 1993 invece il confronto tra le figure 15 e 16 è più facile.
♦ Codissago completamente distrutta. Infine a pagina 150/figura 17 si vede la vallata con il vecchio centro di Longarone “e a destra la frazione di Codissago, che fu completamente distrutta”. Ma a Codissago sono state distrutte soltanto le case situate nella parte più bassa.

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(102) I numeri delle pagine si riferiscono all’edizione 1997, nella quale mancano i numeri delle figure: questi ultimi si riferiscono all’edizione del ↩