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Sigle delle formazioni, in ordine cronologico, dalla più recente alla più antica.
Q = depositi quaternari;
F = Flysch (Eocene);
M = marne di Erto (Paleocene);
S = Scaglia rossa (Cretacico sup.-Paleocene);
a) serie “condensata” (Giurassico sup.-Cretacico sup.),
esistente nella parte nordorientale della zona del
Vaiont;
b) “banchi di Socchèr” (Cretacico inf. e sup.);
c) “strati sottili Fonzaso-Socchèr” (Giurassico sup.-Cretacico
inf.) più il “Fonzaso con argille” (Giurassico sup.),
distinto nel testo con la
lettera c’ (per queste tre formazioni si veda la nota 6);1
CV = Calcare del Vaiont (Giurassico medio);
FI = Fm. di Igne (Giurassico inf.);
FS = Fm. di Soverzene (Giurassico inf.);
DP = Dolomia Principale (Triassico sup.).
Altre sigle.
Fa = Faglie e sovrascorrimenti;
Fr = Superfici di rottura della frana del 1963;
(a), (b) e (c) = intersezioni tra i profili.
Sigle delle faglie e dei sovrascorrimenti.
CB = F. della Croda Bianca,
CE = F. del Col delle Erghene,
CTr = F. del Col Tramontin,
Sa = Sovrascorrimento del M. Salta (o del Borgà),
Sp = Sovrascorrimento delle Spesse.
Con i numeri 1, 1’, 1”, 2, 3, 3’, 3” e 4 sono indicate le masse
franate “in blocco”, descritte brevemente in Riva et al.
a pag. 71: nessuna di esse è attualmente attiva.
Non è invece indicata la frana “di blocchi“ del M. Salta.

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(6) Ferasin, studiando i dintorni di Cimolais, era arrivato fino alla Val Zemola, scoprendo l’esistenza della fortissima riduzione dello spessore (fino a pochi metri) delle formazioni del Giurassico superiore e del Cretacico inferiore e medio (che qui fino allora erano giudicate addirittura inesistenti). In quell’area, che corrisponde al fianco NNE della sinclinale di Erto, quelle formazioni sono sostituite dalla cosiddetta “serie condensata”, visibile nel profilo ‘b’ della figura 28 (formazione indicata con la lettera ‘a’) che comprende, ma non dovunque, il famoso Marmo di Erto (Giurassico superiore e Cretacico inferiore), dal caratteristico colore rosa, e al di sotto un sottilissimo livello di calcari selciferi verdi e rossastri (parte bassa del Giurassico superiore). A Sud-Ovest invece, e quindi nella Valle del Vaiont medio bassa e nella bassa Val Mesazzo, il medesimo intervallo stratigrafico corrisponde a quella che lui chiamò Formazione di Socchèr, che raggiunge nell’insieme lo spessore di circa 200 metri. Questa è una complessa alternanza di livelli di natura alquanto diversa, che oggi vengono distinti all’interno delle due formazioni, di Socchèr e di Fonzaso (Ferasin 1955 e 1956; Rossi e Semenza 1965; Riva et al. 1990), e che qui semplificando raggrupperò in tre livelli, b, c e c’ (vedi la fig. 28; N.B.: nella figura 28 c e c’ sono uniti), che si susseguono dall’alto al basso come segue: - un livello b, superiore, nel complesso molto rigido, costituito da grossi banchi calcarei compatti di vario tipo (che chiamerò qui “Banchi di Socchèr”) con alcuni potenti livelli rossastri, uno dei quali, (visibile nella fig. 36) è sito alla base ed è meno compatto; - un livello c, sottostante, facilmente ripiegabile, che è una potente serie sottilmente stratificata di marne e calcari marnosi rossi, o verdastri o grigi, in parte cretacica, sopra, e in parte giurassica, sotto (chiamata qui “strati sottili Fonzaso-Socchèr”); - un livello c’, basale, del Giurassico superiore, di calcari selciferi di color grigio, in strati sottili con intercalazioni argillose (che qui chiamerò “Fonzaso con argille”), la cui parte più alta è stata la sede di buona parte del piano di scivolamento della frana, a causa dello scarso attrito e della scarsa permeabilità dell’argilla. ↩