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pag.100

modesta entità (non c’era bisogno di prove per capire che esondazioni importanti sarebbero state disastrose) e di valutare la possibilità di anche maggiori invasi (oltre 700 m) senza pericolo.

Conclusioni. L’idea di questi esperimenti, i primi del genere, era giusta, e la loro conduzione, per quanto è stato giudicato da altri più competenti di me, nonché dai tribunali, era sostanzialmente corretta; sono invece mancati sia un supporto geotecnico (che avrebbe potuto essere fornito da


Figura 41 Schema di uno dei due tipi di prove effettuate col modello fisico-idraulico costruito a Nancy dopo il franamento. Facendo scendere un carrello carico di sassi, e variando il contrappeso, si è riusciti a ottenere un’onda simile a quella prodotta dalla frana reale (da Roubault, 1967).[^1nd]


[^1nd] Nota della versione digitale: per maggiori dettagli vedi pag. 37 della tesi di Eleonora Pierobon



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